Ercolano. Due città unite dalla cattiva, ma anche dalla buona sorte: arriva da Ercolano l’unica foto degli Scavi di Pompei premiata al «Wiki loves monuments», il concorso promosso da Wikipedia per valorizzare il patrimonio culturale italiano. Tra gli oltre ventimila scatti inviati da tutta Italia per il contest fotografico, infatti, la giuria composta da fotografi, giornalisti e componenti del board di Wikimedia Foundation ha scelto dieci vincitori ed attribuito la Menzione speciale alla foto del peristilio della Casa del Fauno, scattata nel parco archeologico di Pompei da Raffaele Gentiluomo, grafico 3D presso il Mav di Ercolano.

«Ho realizzato questo scatto lo scorso settembre nel corso del Safari fotografico organizzato dal progetto Open Pompei – spiega l’autore della foto – per lavoro sono spesso negli Scavi, ma ogni volta è un’emozione unica: nei resti delle antiche città devastate duemila anni fa dall’eruzione del Vesuvio, a seconda del punto di osservazione e della luce, si riesce sempre ad apprezzare particolari diversi». Tra tutte quelle premiate, l’immagine ritratta da Gentiluomo è l’unica scattata all’interno di un sito archeologico: «Il soggetto della foto – si legge nella motivazione con cui la giuria ha attribuito la Menzione speciale – è affascinante perché evocativo delle origini della cultura italiana.
Inquadratura ricercata e ben calibrata la luce».
Proprio la luce è uno dei fattori maggiormente studiati dall’autore dello scatto: «Ho impiegato parecchio tempo per individuare la migliore inquadratura dei tronchi di colonna che ci sono lungo il peristilio della Casa del Fauno – confida Gentiluomo – Ho preferito il bianco e nero proprio per esaltare il taglio della luce nell’immagine».

Premio fotografico a parte, Gentiluomo è uno dei massimi esperti italiani di grafica tridimensionale applicata ai beni culturali. Lavora alle ricostruzioni virtuali del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano fin dalla sua apertura ed è ideatore di Pompeii Touch, un’app scaricabile su tablet e smartphone che consente di mettere a confronto le rovine dell’odierno parco archeologico con le strade, gli edifici e gli ambienti così come si presentavano prima che fossero sepolti da cenere, lava e lapilli della catastrofica eruzione del 79 dopo Cristo. Negli anni ’90, dopo aver conseguito il diploma di geometra, il 38enne ercolanese fu uno dei pochissimi in Italia a proseguire gli studi dedicandosi all’allora semisconosciuta grafica tridimensionale, continuando – di pari passo – a seguire la sua passione verso l’archeologia. Inevitabile che le sue origini abbiano giocato un ruolo decisivo nella sua carriera: «Essere nato e cresciuto a Ercolano – ammette Gentiluomo – ha sicuramente influenzato e ispirato la mia attenzione verso il lavoro di grafica applicata ai complessi di rovine dell’antichità».

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