È un’avventura stimolante che ha trovato linfa per rinnovarsi anche quest’anno, quella che vede protagonisti i sessanta giovani selezionati per il workshop di Fotografia Europea dedicata quest’anno al cambiare (in particolare al rapporto tra fotografia e responsabilità) e in programma a Reggio Emilia dal 3 al 5 maggio, mentre le mostre proseguiranno fino al 16 giugno. Hanno tra i 18 e i 25 anni e sono i rappresentanti ideali di un progetto che dalla loro età trae nome e sostanza, intitolato appunto Speciale diciottoventicinque e destinato a diventare collettore degli interessi e dell’universo dei giovani di oggi. In una serie d’incontri propedeutici alla ricerca e alla mostra le ragazze e i ragazzi selezionati, divisi in quattro gruppi di ricerca, sono stati affidati ad altrettanti autori-tutor: Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi.

Una supervisione importante, che attraverso un metodo consapevole e rigoroso punta a metterli nella condizione di spiegare al meglio il tempo presente in cui vivono, e con cui quotidianamente si misurano. Il progetto, che, come lo scorso anno, culminerà in una mostra durante l’ottava edizione della rassegna è dunque alla ricerca di nuovi modi, senza mode, di raccontare il tema del “cambiamento” e della fotografia come responsabilità. Ovviamente con il linguaggio dei ragazzi. Speciale diciottoventicinque si concentra quest’anno sui mutamenti, sulle metamorfosi del corpo come concezione (solo apparentemente) esteriore, in realtà sintomo di dirompenti cambiamenti etici: i ragazzi fotografano le apparenze antropiche, le variazioni che esplodono attorno a loro e dentro di loro, in questo tempo intriso d’incertezza. Una cosa è certa: all’interno dei quattro gruppi sono già emersi temi e stili personali che bene interpretano il Morphing del nostro tempo. Ogni giovane artista è al lavoro per individuare i possibili “corpi” d’indagine per il suo progetto che dal 3 di maggio si intreccerà con quello degli altri partecipanti nell’installazione finale.

Fotografare per cambiare sarà l’imperativo ma anche il naturale approdo della loro produzione, che si avvarrà di nuovi supporti e prototipi espositivi ed editoriali. Nella biblioteca micro-babelica di Speciale diciottoventicinque verrano stampati i simboli delle mutazioni contemporanee. Sui volumi della loro Encyclopédie, le nuove acqueforti digitali illumineranno t-shirt e accessori che comunicano disintegrazioni del cuore; mimiche facciali e posture; poltrone in attesa di abitanti finalmente diversi e onesti; piedi e mani, tatuaggi, piercing, segni dell’età, rughe d’espressione e del tempo che muta il nostro cuore, la nostra politica ed i nostri desideri. Speciale diciottoventicinque vuol rappresentare la vetrina di questa giovane comunità. Il progetto ci spalanca, anche quest’anno, la porta di un mondo, apre il varco di una mutazione che porta il marchio a fuoco dell’inesorabile responsabilità.

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