«L’idea di Storylab – racconta Stefano Ferrari, amministratore di Moma Comunicazione – nasce due anni fa, proprio nel seno del lavoro di Moma, sempre alle prese con l’elaborazione e l’utilizzo delle immagini, e con la consapevolezza del loro valore in termini di comunicazione». La collaborazione con «L’Eco di Bergamo», poi, e la scoperta dei suoi patrimoni iconografici, come l’archivio Wells, stimola a creare un progetto in grado di «mettere in gioco» la storia attraverso il recupero di immagini del passato di Bergamo e provincia disperse tra archivi pubblici e privati e «nelle scatole in cui ogni famiglia ripone i propri ricordi».

L’idea è «raccogliere storie», non solo immagini. Ogni fotografia infatti «ha tanto piú valore se i fatti che porta con sé sono raccontati e descritti», possibilmente dalle fonti ad essi più vicine.

Conferma Vittorio Cristilli, figlio di Cesare, della nota famiglia di fotografi clusonesi: «Le narrazioni attorno a ogni singola fotografia, estratta da voluminosi faldoni, aprivano squarci di storia ricchissimi di curiosi, istruttivi particolari». La foto, per esempio, di due bambini che giocano su un albero con le scarpe appese al collo, rivela «l’intenzione di non farsi rubare quegli oggetti, all’epoca sentiti come preziosissimi». La speranza è che, come questa, ogni foto riveli, e non disperda, una profondità di contenuto, memoria, informazione. Che contribuisca al tentativo di costruire «un grande puzzle di ricordi, di salvaguardarlo e renderlo totalmente fruibile».

La sfida è quella di raccogliere in un unico luogo virtuale le immagini degli archivi sparsi sul territorio e singole fotografie in possesso ai privati, mettere il tutto in condivisione grazie a uno strumento web evoluto, offrire a ogni singolo utente la possibilitá di commentare le immagini.

Per la raccolta Storylab, Stefano Ferrari «invita ogni singolo Comune della provincia e i possessori di archivi storici a condividere i propri patrimoni fotografici». Tra gli obiettivi, poi, c’è la restituzione del patrimonio alla collettività sotto forma di esposizioni pubbliche: «Selezioni dei migliori materiali raccolti diverranno oggetto (in collaborazione con Comuni e altri enti locali) di mostre fotografiche sui più vari argomenti». Per allestire concretamente il progetto è stata «fondamentale» la partecipazione di Mediaon, che grazie alla consolidata esperienza nello sviluppo di piattaforme web (kauppa.it; kendoo.it) ha «creato il portale storylab.it, dotandolo delle funzioni necessarie a rendere ricerca, navigazione e commenti estremamente intuitivi e l’esperienza coinvolgente e interessante».

Il progetto Storylab, aggiunge Marco Sangalli, 37 anni, amministratore delegato di Mediaon (società di ricerca e sviluppo del gruppo Sesaab), «riunisce in sé diverse tendenze in atto nei progetti web con chance di successo: esplora e riqualifica patrimoni informativi esistenti, introducendo nuove modalità di interazione e ricerca». Coinvolge un numero elevato di persone «in fruizione ma anche creazione di contenuti».

Fin dall’inizio di questo progetto – sottolinea ancora Sangalli – «ci siamo concentrati nella ricerca di nuove modalità finalizzate a tramandare questi patrimoni e renderli accessibili a tutti, in particolare alle nuove generazioni, inevitabilmente più vicine agli strumenti tecnologici attuali». Come tutti i progetti nuovi, anche Storylab.it «avrà bisogno di enorme attenzione e cura per crescere e centrare i propri obiettivi. Invito tutti gli interessati a condividere la propria storia fotografica inserendo immagini che verranno immediatamente rese disponibili in tutto il mondo, a commentare le esistenti, a segnalarci suggerimenti o problemi scrivendo a info@storylab.it».

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