«È DA UN BEL po’ che non guardo più i giornali di moda, neanche “Vogue”! Non hanno più nulla da dire. Oggi si ritocca tutto, e quindi si falsa, e i giovani non sanno più nemmeno cos’è una camera oscura». Il braccio e la mano alzati leggermente come per scacciare qualcosa di fastidioso, la figura snella abbracciata dal cappotto blu, quella severità e quella ruvidezza che lo rendono perfino simpatico. Aldo Fallai concede solo questa confidenza durante la conferenza stampa di presentazione della mostra che per la prima volta racconterà al mondo con 200 scatti la sua splendida carriera di artista, non solo di fotografo. “Da Giorgio Armani al Rinascimento”, a Villa Bardini a Firenze dal 10 gennaio al 10 marzo 2014 («ma il titolo va cambiato, non mi piace», sferza Fallai l’ideatore Luigi Salvioli e la curatrice dell’esposizione Martina Corgnati), mostrerà il lavoro di questo Maestro della fotografia che dal 1975 fino a 2008 ha creato le campagne di Giorgio Armani, rivoluzionando la foto di moda e rendendola poetica, espressione dei cambiamenti della società, emozionante, contemporaneamente romantica.

FALLAI, fiorentinissmo, riceve così l’omaggio della sua città grazie alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron presieduta da Michele Gremigni che ha voluto l’esposizione che vanta nel comitato scientifico anche il professor Carlo Sisi. «Con Aldo la foto passa attraverso l’arte – spiega Martina Corgnati – e ripensa alla lezione del Rinascimento che poi è Firenze. E qui è nata la moda, qui è nato il Made in Italy». Per Savioli è giusto che «la moda torni a Firenze con queste immagini che ne raccontano tanti cambiamenti e tante rivoluzioni».

Sull’onda dello stile unico di Giorgio Armani che Aldo Fallai ha interpretato come artista del mondo senza mai disconoscere le sue radici culturali. E sarà un evento l’inaugurazione, la sera del 9 gennaio prossimo, nel bel mezzo di Pitti Uomo. Sarebbe splendido se arrivasse anche lui, Armani, a testimoniare tanta strada di successo e di coerenza, molto rara. PERCHÉ nelle foto di Aldo Fallai, che ha scattato ventotto campagne per GA ma anche per altri stilisti, dimostrandosi un campione anche nel ritratto e nella reinterpretazione di alcuni classici della rinascenza fiorentina, non si parla solo di moda. Si va oltre la moda, con l’abito che diventa vestito per l’anima di modelle e modelli che raccontano i nuovi uomini e le nuove donne del nostro tempo.

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