La fotografia incontra la scultura e si fonde in un percorso artistico di grandissimo respiro. Accade (ancora) in Laguna, dov’è appena stata inaugurata – e resterà aperta fino al 29 marzo – la mostra Candida Höfer – Les Bourgeois de Calais à Venise . Protagonista la grande scultura di gesso esposta da Auguste Rodin alla Biennale del 1901, e acquistata dalla città di Venezia per la collezione di Ca’ Pesaro, che oggi apre il percorso rinnovato della Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Quello stesso capolavoro ispirato a un episodio avvenuto nella guerra dei Cent’anni, ha acceso l’obiettivo di Candida Höfer, fotografa tedesca esponente della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, dando vita a un’insolita rilettura dell’opera, già di per sé intensa e teatrale. Allestita nello Spazio Dom Pérignon di Ca’ Pesaro, a Venezia, l’esposizione curata da Gabriella Belli con il progetto espositivo di Daniela Ferretti, presenta una selezione di scatti tratti dal lavoro del 2001 Douze-Twelve, commissionato all’artista dello scatto dal Musée des Beaux-Arts et de la Dentelle di Calais, per il quale lei ha immortalato le dodici fusioni de Les Bourgeois de Calais di Rodin esistenti al mondo. Dopo i lavori sugli interni di spazi sia pubblici sia privati e i soggetti in esterno degli Zoologische Gärten , tutti accomunati e noti per la ricerca della perfezione dei dettagli e una non comune dimestichezza e tecnica nella gestione e controllo della luce, la Höfer offre ora a Venezia uno stimolante intreccio e uno splendido incontro con una scultura complessa e molto conosciuta. Antropologa dello spazio vissuto, attraverso il suo obiettivo la fotografa-artista propone un raffinato stile documentario, riuscendo comunque a descrivere al meglio il mondo costruito dagli uomini.

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