A SPUNTARLA tra 1176 concorrenti non è impresa facile e devono quindi essere orgogliosi del risultato ottenuto i magnifici tre che possono iscrivere il loro nome nell’albo d’oro del concorso fotografico organizzato dal nostro giornale con la Bper e che avrà il suo momento culminante nella premiazione prevista per le 17,30 del 4 dicembre al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo di Modena. Il titolo dell’edizione 2014 era La bellezza ritorvata’ e il primo premio è stato attribuito alla diciannovenne vigevanese Ada Bandi che ha intitolato il suo scatto fatto al Parc Guell di Barcellona Provate a prendermi. Seconda, un’altra ragazza, la diciassettenne Elisabetta Tirelli di Scandiano (Reggio Emilia) che ha scelto la Riviera Adriatica come sfondo del suo Sulle note della vita. Viene invece da Modica (Ragusa) ma studia all’università di Bologna, Carmelo Verdirame, 23 anni, autore di Il tempo, un’immagine immortalata all’Autostazione delle corriere di Bologna. La commissione giudicatrice ha anche previsto un riconoscimento speciale alla ventenne Giulia Libero di Cesena che ha spedito into perspective, una scheggia di vetro corroso colto tra le zolle della campagna cesenate.

IL TEMA DATO quest’anno incitava i ragazzi (180 sono stati quelli di età inferiore ai vent’anni per un totale di 494 foto) a cogliere il bello che ci circonda, ciò che appaga lo sguardo, che attrae, che sorprende e hanno risposto al bando da ben 17 regioni con una netta prevalenza ovviamente dell’Emilia Romagna che ha prodotto 792 foto per mano di 298 persone. Tra le province più attive Bologna, Modena, Rimini e Reggio. Ma c’è stato anche chi, come la docente Alessia Tonioli dell’Istituto San Luigi di Bologna, ne ha fatto un progetto didattico che ha prodotto tre esemplari sottoposti poi alla commissione giudicatrice presieduta da Nino Migliori. Le motivazioni che hanno indotto gli esperti a scegliere le succitate creazioni riconoscono a tutti gli autori la capacità d’osservazione ed esecutiva, nonostante la loro giovane età. Nel caso di Ada Bandi ha impressionato la freschezza del contrasto tra la levità della piccola protagonista colta mentre corre tra maestose colonne e, appunto, la struttura che incombe sull’esserino. Per Elisabetta Tirelli ha giocato a suo favore la poesia che scaturisce dall’assemblaggio del leggio da cui il vento rapisce i fogli della musica e della custodia del sassofono abbandonato sulla sabbia. Evoca invece Bresson la geometria impressa nella composizione di Verdirame che tra scale di pietra, muri scrostati e lampioni antichi, ha colto il gesto d’affetto delle due figure sullo sfondo.

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