Allo stand D9 di Paris Photo, Eugenio Recuenco firma copie del suo libro Revue davanti ai 120×156 cm di una splendida stampa della sua Cinderella, realizzata per Vogue nel 2006.
Mentre collezionisti e ammiratori si affollano al tavolo del book signing, Benjamin Jäger, manager di Camera Work – la galleria che espone a Parigi il fotografo spagnolo – ha il sorriso luminoso di uno a cui gli affari vanno bene. «Il valore della fotografia di moda si è costantemente alzato negli ultimi anni – dice Jäger -. Autori come Recuenco esprimono la consapevolezza creativa che ci può essere dietro un’opera nata su commissione di un brand: costruiscono universi esattamente come dei registi cinematografici, e i collezionisti mostrano di apprezzarli. Fino a pochi anni fa, invece, nel mondo dell’arte nessuno dava credito ai fotografi di moda, per la natura commerciale del loro lavoro».

Che il trend fosse cambiato, e che la fotografia di moda avesse conquistato un’attenzione (e delle quotazioni) di tutto rispetto nel mercato dell’arte, lo aveva già dimostrato la vendita record dell’iconica immagine di Richard Avedon Dovima with Elephants, realizzata nel 1955 per Harper’s Bazaar e battuta nel 2010 da Christie’s Paris per 841mila euro, diventando la fotografia più costosa mai venduta in Francia.
Ma a confermarlo, ci sono quest’anno – oltre che la grande mostra dedicata dal Jeu de Paume a Erwin Blumenfeld, segno di un nuovo interesse verso la fotografia di moda da parte delle istituzioni museali – i dati di vendita della quattordicesima edizione di Paris Photo.

Tra le opere più ambite esposte sotto la volta di vetro del Grand Palais, dove oltre 55mila tra collezionisti e visitatori si sono avvicendati nei tre giorni della fiera, spiccano i titoli (e i prezzi) di molti celebri fotografi di moda: dai 18.700 euro di Monette pour Comme des Garçons di Sarah Moon ai 15.250 di Charles for Uomo Vogue, Paris di Paolo Roversi. Dai 26.600 di Le Rouge Allure de Chanel di Bettina Rheims fino ad al Portfolio di Helmut Newton in vendita da Camera Work per 150mila euro e, sottolinea Benjamin Jäger a dimostrazione della rapidissima escalation dei prezzi, «appena battuto da Christie’s per 200 mila euro»

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