L’immagine della cantante Eartha Kitt (Orson Welles la definì «la donna più
eccitante del mondo») che nel corso di una manifestazione di protesta emerge da un grande cartellone, dopo
averlo sfondato (nella foto); a seguire, quella di Frank Bolden al piano e Sarah Vaughan che scherzano
insieme; poi quelle delle marce di protesta per i diritti dei neri negli anni Sessanta e i ritratti dei grandi del
tempo, tra cui Martin Luther King jr, John F. Kennedy, Eleanor Roosevelt, Lena Horne e Muhammad Ali;
senza dimenticare i cittadini immortalati nella loro quotidianità, come la bimba che ride divertita per un
giornalino di fumetti o i protagonisti di matrimoni, lauree e cerimonie religiose.

Circa mille immagini della vastissima produzione del fotografo Charles «Teenie» Harris (1908-98) sono proiettate, a grandezza naturale, all’ingresso della mostra del Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, prima grande retrospettiva a lui
dedicata (fino al 7 aprile). Il percorso presenta una selezione delle foto di Harris la cui produzione comprende
73mila immagini ora appartenenti all’archivio del Museo. Charles «Teenie» Harris crebbe a Pittsburgh, in un
quartiere chiamato al tempo «il crocevia del mondo». Divenne fotografo a 18 anni e cominciò una carriera
professionale nel 1937 quando aprì lo studio e iniziò a lavorare come freelance. Nel 1941 entrò al «Pittsburgh
Courier», il maggior settimanale «nero» del tempo. Nonostante la segregazione razziale e le negazioni di
diritti civili fondamentali, Harris raccontò una comunità vivace, piena di risorse e in continuo fermento. Le sue
immagini divennero molto popolari e furono fondamentali per il modo in cui anche la popolazione
afroamericana iniziò a vedere se stessa.

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