LIVORNO Successo di pubblico per la presentazione del nuovo libro di fotografie del maestro Luigi Angelica, noto professionista livornese in pensione. La sala del centro conferenze dei bagni Pancaldi è gremita: gli amici e i curiosi arrivati per conoscerlo non rimarranno delusi. La presentazione di “Livorno linea 1”, curata dallo stesso Angelica, dalla moglie Ingrid e dalla figlia Caterina, è davvero suggestiva: la voce di Nada riecheggia nella sala sulle note di una struggente saudade ciampiana, “Sul porto di Livorno”, mentre il proiettore fa scorrere immagini di tramonti rosso fuoco, tamerici scurissime, scogli salati. Comincia così un viaggio dentro al cuore della città, per i suoi abitanti “città grande (via Grande, piazza Grande, cinema Grande) ma per i suoi abitanti mai bella”, per usare le parole del critico d’arte Nicola Micieli; città popolare, davvero vissuta e forse anche per questo pochissimo osservata. Ma molto ritratta, e riprodotta, sulle tele ad olio dei maestri macchiaioli d’un tempo, con i modernissimi effetti delle applicazioni per smartphone di oggi.

Eppure la Livorno delle foto di Angelica non è intrisa di retorica, ed il viaggio alla sua scoperta dal bus della linea uno non ha niente di romantico, non è facile estetismo da cartolina. Anzi. Le foto sono piene di persone che vanno e vengono, tracciando scie di movimento, ma ci sono anche cartelli stradali, insegne, semafori, pensiline. Non soltanto sullo sfondo, ma anche in primo piano, come se davvero non fossero foto ma immagini che vediamo coi nostri occhi mentre attraversiamo la città. Perché “fare fotografia è il modo migliore per esplorare il mondo”, come scrive in una delle cinque prefazioni il fotografo Massimo Bassano. Ed è anche per questo che il libro non rivela la città solo a chi non la conosce ma anche ad ognuno di noi: noi che mentre prendiamo l’autobus che con la sua corsa disegna una gigantesca “l” dalla stazione centrale ad antignano, siamo forse troppo distratti per ammirare la bellezza dei dettagli che ci vivono accanto. Un viaggio fatto di immagini e arricchito dalle “fermatine” di Maria Lia Papi, piccoli scrigni di prosa che accompagnano il tragitto ideale del lettore e che nella cornice dei bagni Pancaldi hanno trovato vita, interpretate da Luca e Sara Dieci. Completano il volume le parole dell’assessore Nicola Perullo e un delizioso “Teorema del badalì” del giornalista Mauro Zucchelli. “Adesso che sono in pensione sono libero di fare quello che mi interessa davvero- racconta con un sorriso Luigi Angelica- vorrei che questo volume potesse servire per far riscoprire Livorno ai livornesi e farla conoscere al resto del mondo”.

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