Sessanta immagini per raccontare da un’angolazione inedita una donna leggendaria, un’icona di stile, una protagoniosta della Storia. Jacqueline Kennedy è il soggetto della mostra “Un mito nel mito Jacqueline a Capri” che verrà ospitata a Roma, nei locali di Splendor Parthenopes (via Vittoria Colonna 32/c) da domani al 19 gennaio accompagnata dal catalogo delle Edizioni La Conchiglia.

VITA QUOTIDIANA I sessanta scatti “rubati” dal fotografo Settimio Garritano tra il 1969 e il 1973 testimoniano le vacanze di Jackie, all’epoca già sposata con Onassis, sull’Isola Azzurra all’insegna di una sobria eleganza e di una felicità tutta nuova. Altro che personaggio misterioso e irraggiungibile. Magrissima e semplice in pantaloni bianchi e sandali infradito confezionati dagli artigiani locali, a volte addirittura scalza, l’americana più chic della storia scende dal famoso yacht “Christina” e va a prendere un aperitivo sulla Piazzetta. Passeggia senza bodyguard per via Roma come una turista qualsiasi, si ferma nelle piccole boutique a provare degli abiti, va in barca felice con i figli Carolina e John-John.

E si sottopone contenta ai bagni di folla anche quando la gente le porge i bambini da baciare, le offre una rosa, le si stringe intorno festosa. Sono immagini che parlano più di qualunque analisi, reportage, dichiarazione. E raccontano un’altra Jackie, molto diversa dalla first lady atterrita che a Dallas raccoglie il corpo esanime del Presidente. A Capri, il suo sorriso radioso e sempre un po’ enigmatico esprime la serenità finalmente conquistata. Tra i profumi dell’isola e la cordialità della gente, il peso della Storia con i suoi lutti e le sue tragedie è un ricordo lontano. La vacanza italiana rappresenta la libertà al di fuori degli austeri, formalissimi rituali della vita newyorkese. Il foulard calato sulla fronte e sormontato dagli occhiali da sole è un must di eleganza che tutte le donne del mondo copieranno.

ONASSIS IL NABABBO Onassis, il nababbo greco pragmaticamente sposato nel 1968 perché le assicurava di «vivere nel miglior modo possibile» come ricorda Giuseppe Scaraffia nella prefazione al catalogo, è una presenza compiaciuta che il fotografo riprende con Jacqueline al bar Tiberio, poi al ristorante La Capannina circondato dai musicisti. arritano, reporter giramondo e sensibile nato a Salerno e scomparso due anni fa, aveva scelto le immagini della mostra (inaugurata a Capri nel 2011) tra migliaia di scatti realizzati nell’arco di cinque estati. «È nato tutto per caso», raccontano gli editori Ausilia Veneruso e Riccardo Esposito, «un giorno Settimio venne da noi e, dopo aver visto le sue splendide immagini, abbiamo deciso di farne un libro».

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Tempo esaurito. Ricarica il codice!