Dalla metà del Novecento agli inizi del nuovo secolo turano oltre 45 i suoi soggiorni in Italia. Molto più di una
passione che lui stesso non esitò a definire una “storia d’amore’ E dire che tutto era cominciato nella Little
Italy di New York che ben presto diventò il suo campo d’osservazione privilegiato, dove “il passato è sempre
presente non solo nei luoghi, ma nella vita quotidiana della gente”. Ne seguirono viaggi lungo tutta la
Penisola e centinaia di foto che, una dopo l’altra, creano una sorta di diario.

In cui la nostra società è ritratta senza stereotipi, con scenari che descrivono uno spaccato umano. Del resto, molto più che per l’arte, l’architettura o il paesaggio, l’amore di Freed era per gli italiani. Era affascinato dalla gente comune, dal
calore e dalla spontaneità. Così le sue foto sono popolate da lavoratori, soldati, aristocratici; e sebbene il suo
punto di vista non sia mai politico, le sue immagini rivelano una sensibilità particolare nell’individuare le
differenze sociali ed economiche. Nelle foto di Leonard Freed/Magnum, dall’alto in senso orario: Roma 1958;
Firenze 1958; Napoli 1956; Sicilia 1974. Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2012. Milano, Fondazione Stelline, corso
Magenta 61. Tei. 02 45462411; stelline.it

L’esposizione dal titolo “Io amo l’Italia” presenta cento opere fotografiche, tra modern e vintage print, di Leonard Freed (New York, 1929 – 2006) – associato alla celebre agenzia fotografica Magnum dagli anni ’50 e dal 1972 socio a pieno titolo – dedicate all’Italia e agli italiani e scattate dalla metà del Novecento agli inizi del nuovo secolo.
Esse testimoniano la “lunga storia d’amore” del fotografo americano con il nostro Paese, come lui stesso confessò apertamente più volte. Milano, Roma, Napoli, Firenze e Siena lo incantano, la spontaneità delle persone e la storia intessuta nei volti e nei gesti vengono immortalati con una sensibilità rara. Dall’incontro con il nostro Paese seguono ben quarantacinque viaggi, molti dei quali in Sicilia e nella capitale, che diventano il pretesto per analizzare la penisola in tutti i suoi aspetti: una stratigrafia dettagliata che racconta mezzo secolo di cambiamenti attraverso i volti di contadini siciliani, di nobili romani o di gente comune che ha reso l’Italia una terra unica al mondo.

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