VICENZA Scantinato sarebbe stato troppo volgare, ipogeo troppo aulico. Meglio “Underground”, con quel tocco di internazionale che male non fa. Così il sotterraneo di palazzo Chiericati è diventato il nuovo spazio espositivo della città. Spazio “off” viene da aggiungere con un termine preso dal teatro, anche perché dichiaratamente dedicato al contemporaneo. Non il massimo della visibilità, quanto a collocazione, ma il valore aggiunto emerge in pieno se le sale si prestano a fare da incubatore di una realtà emergente, come nel caso del Centro di cultura fotografica. Quale luogo più adatto di un sotterraneo per alimentare le radici di una start up culturale? «Abbiamo bisogno di un città che sappia sì produrre eventi culturali – ha aggiunto il vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini d´Elci – ma anche dare un tetto alle iniziative, a patto che siano frutto di un progetto di costruzione della cultura, come si propone di fare il Centro, non una mera associazione di appassionati». La mostra presentata ieri, dal titolo “Wu Ming + TerraProject = 4”, è la prima del Centro di cultura fotografica (Ccf), associazione nata i primi dell´anno, che l´ha proposta al Comune – ricevendone convinta adesione – e alla Banca Popolare di Vicenza, che ha dato il sostegno economico.

Sciogliendo i termini dell´operazione aritmetica, si scopre che 4 sono gli elementi tradizionali, acqua aria terra fuoco, e la collocazione sotterranea regala altre suggestioni con richiami agli antri degli alchimisti. «TerraProject è un collettivo di fotografi di Firenze – ha spiegato il presidente del Ccf, Matteo Cocco (con lui Giulio Bernardi e Alberto Barone) – che tra le proprie iniziative ha raggruppato, tematizzandole, le immagini raccolte dal 2006 dai propri soci. Acqua, cioè l´antropizzazione delle coste. Fuoco, i vulcani attivi ma non solo. La terra, i sismi antichi e recenti. E l´aria, in particolare l´inquinamento delle aree urbane». Un viaggio in Italia per immagini, indagando sul complesso rapporto tra l´uomo e il territorio. Esposta finora solo a Firenze, la mostra di 40 foto sarà dotata di audioguide e di un libro con quattro racconti, in cui è protagonista il terzo elemento dell´addizione di cui sopra, Wu Ming, collettivo di scrittori che ha sfornato romanzi e altre opere, a partire da Q del 1999 (quando erano ancora Luther Blisset). È Wu Ming 2, in particolare, ad aver scritto i racconti, che però – avverte Cocco – «non vanno considerati come didascalie o spiegazioni delle foto, perché il loro scopo è cercare il legame invisibile tra le immagini».

Se ne potrà avere prova giovedì 9 ottobre, alle 18.30, quando è previsto un reading in piazza Matteotti con lo stesso Wu Ming 2 e musicisti di rock indipendente. Altri ancora i particolari interessanti. Per l´allestimento sono stati utilizzati i pannelli d´alluminio, concessi da Abacoarchitettura, disegnati dall´architetto Steven Holl per la sua mostra nella Basilica Palladiana del 2002. Ci sarà un workshop fotografico, sponsorizzato da Leica e tenuto dai TerraProject Photographers, l´11 e il 12 ottobre su iniziativa del Ccf, che a settembre avvierà corsi di fotografia anche in lingua inglese, e i cui soci faranno da ciceroni ai visitatori della mostra al Chiericati Underground nei quattro week end compresi nel periodo di apertura, che va dal 20 settembre al 19 ottobre (da martedì a domenica dalle 9 alle 17, ingresso libero; inaugurazione venerdì 19 settembre alle 18). Nel futuro del Chiericati, infine, oltre alla personale di Antonio López García, c´è – nel sotterraneo – la mostra del disegnatore Alessandro Gottardo, alias Shout, e un´altra esposizone, non ancora rivelata, in concomitanza con i “Notturni” in Basilica.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Tempo esaurito. Ricarica il codice!