MOSTRE permanenti e rassegne temporanee, workshop e masterclass con protagonisti internazionali, scambi tra artisti e istituzioni di prestigio, un archivio dei materiali donati, comprati o concessi in comodato, un fondo digitalizzato esposto, pubblicato e messo a disposizione di università e ricercatori di tutto il mondo. Nascea Torino-e sarà inaugurato la prossima primavera – “Camera, Centro Italiano per la Fotografia”, con sede in via delle Rosine 18, nel cosiddetto “Isolato di Santa Pelagia”. Spazi interessanti, affacciati su un ex chiostro, che verranno recuperati dallo studio di Benedetto Camerana, per una superficie di 1.700 mq, di cui 600 per le esposizioni.

Ieri pomeriggio in quei locali l’affollata presentazione, da parte del sindaco Piero Fassino, che ha fortemente voluto l’iniziativa, al suo fianco l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni e il presidente del Consiglio di gestione di Intesa San paolo Gian Maria Gros-Pietro, partner economici dell’iniziativa. Per fare funzionare la struttura serviranno tra un milione e un milione e mezzo di euro all’anno, una buona parte arriverà dagli sponsor, il resto dovrà pervenire dalle attività e dall’indotto interno. La gestione sarà affidata a una fondazione, affiancata da un comitato consultivo internazionale.

«Abbiamo sposato il progetto per arricchire il patrimonio culturale di una città che per le immagini è stata sempre un centro di eccellenza, dalla nascita del cinema e dell’Eiar fino agli eventi attuali legati all’audiovisivo. – ha detto il sindaco – Il Centro per la fotografia completa questo profilo».
Sul palco anche Emanuele Chieli, presidente del comitato promotore della nuova realtà («L’idea è nata un po’ per caso un anno e mezzo fa a Paris Photo, il 20 giugno scorso si è formato il comitato di 12 persone, che si è messo subito al lavoro» ha detto) e Lorenza Bravetta, direttore di Magnum Photos, probabilmente anche della nuova struttura, tessitrice di rapporti per portare a termine l’operazione.
All’incontro, moderato da Francois Hebel, direttore dei Rencontres d’Arles, anche il fotografo Alex Majoli, già ai vertici di Magnum, assente invece Mimmo Jodice, che doveva arrivare, ma è rimasto a Napoli, a festeggiare i suoi 80 anni.
In sala tanti fotografi – è arrivato anche il grande Ferdinando Scianna – rappresentanti di archivi e istituzioni da tutta Italia e Giorgio Psacharopulo, ceo di Magnum Photos.

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