Alessandro Gruzza, bolzanino di nascita ma trentino d’adozione, classe 1971, è diventato fotografo professionista dopo aver deciso, ad un certo punto della sua vita, di abbandonare la sua iniziale professione – quella di ingegnere – per dedicarsi integralmente alla fotografia. Una scelta difficile e controcorrente. Alessandro, giunto relativamente tardi alla fotografia (inizia a fotografare nel 2002 con una fotocamera a pellicola), ci ha creduto comunque ed ha coniugato le sue competenze sul territorio alpino – quello delle Dolomiti in particolare – con l’elaborazione di un intenso percorso formativo di studio e di analisi del mezzo tecnico, in parte condotto anche come autodidatta. Conoscitore delle tecniche fine-art, Gruzza, ha recentemente ottenuto un prestigioso riconoscimento: il suo libro: “Sentieri di luce” (nella versione inglese “Paths of light”), è stato premiato con la medaglia d’argento nel prestigioso concorso International Photography Awards 2014, nella categoria “libri di natura”. Un traguardo importante, sia per la quantità di partecipanti coinvolti nel contest, sia per il fatto che il suo libro è stato prodotto esclusivamente grazie all’auto-promozione editoriale dell’autore.

L’International Photography Awards è infatt una delle competizioni più ambiziose e complete nel mondo della fotografia contemporanea e quest’anno ha ricevuto più di 27.000 immagini provenienti da 104 paesi di tutto il mondo, un’enormità. Facile quindi capire la soddisfazione di Gruzza. Il suo libro è costruito con una prospettiva fotografica estetico-narrativa rivolta all’indagine dei territori alpini che egli ha indagato e contiene 80 fotografie in 128 pagine complessive . Per comprendere meglio il valore dell’opera e le idee dell’autore, l’abbiamo intervistato . Gruzza, un bel riconoscimento questo premio internazionale… «Si, sono molto felice.. Ottenere questo riconoscimento è stata un’esperienza entusiasmante, sia per il risultato in sé e per sé, sia per il mio percorso professionale».

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