Ci sono stati gli anni del grande fotogiornalismo, poi quelli delle lotte sociali, quindi la fertile stagione del paesaggio e ora l’indagine si è spostata sui microcosmi privati. La fotografia non è mai unidirezionale e, nonostante le correnti emergenti, gli ambiti spesso continuano a convivere.

Tuttavia la mostra collettiva «Modello Simple» alla Galleria Monopoli di Milano (via Ventura 6, tel. 02.365.936.46, fino al 14/1, orario 14.30-19) si colloca nell’ultima tendenza. La figura umana è il campo tematico suggerito dalla curatrice della mostra, Antonella Pierno, docente a Brera di Anatomia dell’immagine, attorno al quale ha organizzato la riflessione sulla creazione.

12 fotografi, anagraficamente e professionalmente diversi, sono stati invitati a proporre immagini che verificassero la loro relazione visiva con questo modello semplice. Un quadro composito di visioni, dalla rappresentazione che si confronta con il tempo e il passato (Cristina Omenetto, Fabrizio Bellomo e Carmelo Nicosia), alla «relazione incontro» tra l’uomo e lo spazio (Arianna Forcella, Chiara Tocci, Cosmo Laera), all’indagine morfologica e autoreferenziale (Silvia Camporesi e Daniela Cavallo). Mario Cresci propone un’immagine dalla sua lunga riflessione dedicata alle presenze archeologiche, Francesco Radino un’intensa visione in bianco e nero nella quale ritratto e ambiente si mischiano, Pio Tarantini indaga i segni lasciati dal movimento di un corpo femminile e Fabio Barile ci porta all’interno di una rilettura di momenti privati.

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