«Quando dissi a mio padre che volevo fare il fotografo rimase impietrito. Lui mi sognava ingegnere e medico. Dopo un lungo, angosciato silenzio, mi disse: fotografo? Ma che mestiere è? E ripeteva: ma che mestiere è? Poi aggiunse, misteriosamente: uno che ammazza i vivi e resuscita i morti». Sono le parole che Ferdinando Scianna colloca all’inizio di Visti & Scritti (Contrasto Due ed., pp. 432, euro 24,90), la sua nuova raccolta di ritratti fatti alle tante persone incontrate, sconosciuti, amici carissimi, artisti ammirati nel corso di lunghi anni e di innumeri viaggi nel mondo. Per Scianna sono tutte umane presenze, che hanno da sempre accompagnato il suo cammino, ne illuminano ancora il senso, e tutti insieme, i vivi e gli assenti, tessono, nel suo ritrarli e scriverne, quella peculiare memoria del tempo che ci è dato, del suo inarrestabile decorrere, che una fotografia può precariamente fermare, in u n’ombra di eternità. Più in particolare le parole del padre di Scianna fanno da commento alla prima delle immagini qui raccolte, il ritratto del bisnonno Giacinto.

È naturalmente un ritratto fatto da morto, da Coglitore, allora il solo fotografo di Bagheria, in tempi nei quali il rifiuto, per ancestrale diffidenza «islamica» da parte di anziani in età avanzata, di farsi fotografare, era la reazione istintiva all’invito rivolto loro dai familiari di approntare un fermo immagine, al fine di serbarlo per l’inevitabile dopo, nel ricordo o, più versosimilmente, su di una lapide. Il ritratto del «caro estinto» poteva essere, ed era, così perfetto da creare una sorta di paradossale contrappasso, cioè far sembrare vivo e presente l’assente e il perduto. Scianna riporta questa ancestrale memoria perché ne intravede quella che a suo avviso potrebbe definire al meglio l’ambivalente verità di un fotografo, l’essenza stessa della sua peculiare pietas : «uno che ammazza i vivi e resuscita i morti», per l’appunto. È, naturalmente, per quanto lo riguarda, una constatazione non solo ingenerosa, ma, come è ovvio, ironicamente riduttiva.

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