GORIZIA – Dal 19 settembre all’1 febbraio, la Sala espositiva della Fondazione Carigo ospiterà la mostra “Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della Grande Guerra”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia con il Circolo Fotografico Isontino, il Consorzio Culturale del Monfalconese e i Musei Provinciali. L’esposizione traccia la storia degli atelier fotografici goriziani della Belle Époque, sapientemente ricostruiti attraverso una sequenza di immagini che offrono uno spaccato della società nell’arco temporale compreso tra il 1860 e lo scoppio della Grande Guerra. Fotografie che ritraggono uomini, donne e bambini, famiglie e gruppi in posa negli studi goriziani. Scatti che restituiscono l’immagine dei nobili e della borghesia cittadina, così come delle famiglie popolari e contadine, dei militari, dei sacerdoti e degli ufficiali, nonché degli esponenti della cultura e della politica locale, a fianco di tanti cittadini goriziani. In mostra anche immagini che immortalano momenti significativi della vita cittadina: processioni, visite imperiali, matrimoni e funerali, eventi sportivi. E ancora vedute di esterni, di piazze, del Castello; scorci caratteristici della città catturati dagli scatti dei primi professionisti.

A partire dagli scatti di Ferdinando Troester, che segnò l’inizio di un’attività professionale fotografica stabile e dei cosiddetti “Magnifici Randagi”, gli operatori ambulanti che scelsero Gorizia come luogo di sosta privilegiato, la rassegna rende conto dell’attività dei numerosi studi che animarono Gorizia in quegli anni, per approdare alla fotografia professionale al femminile di Helene Hofmann, abilissima nel trasporre sulla lastra negativa i caratteri salienti della personalità dei soggetti ritratti. La mostra, curata da Giancarlo Brambilla affiancato da un comitato scientifico composto da Chiara Aglialoro, Simonetta Brazza, Agostino Colla, Gianpaolo Cuscunà, Antonio Fabris, Martina Franco, Antonella Gallarotti, Mariateresa Grusovin, Alessandra Martina, Raffaella Sgubin, Giovanni Viola, Elena Vidoz, sarà corredata da un catalogo edito dal Consorzio Culturale del Monfalconese. Nell’ambito della mostra, la Fondazione promuove inoltre il progetto “Specchi della memoria. Gorizia e l’Isontino attraverso le foto di famiglia”: una proposta che intende coinvolgere laa cittadinanza, invitata a consegnare temporaneamente alla Fondazione le foto d’epoca delle proprie famiglie, che verranno digitalizzate e, se messe a disposizione in originale, esposte in un’apposita sezione della mostra. «Abbiamo voluto promuovere la rassegna – osserva il presidente della Fondazione Carigo Gianluigi Chiozza – affinché un importante patrimonio storico, artistico e culturale della provincia di Gorizia non venga disperso e reso fruibile dall’intera cittadinanza».

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