Era il 2005 quando una fotografia messa all’incanto da Christie’s raggiunse il fantomatico prezzo di un milione di euro. L’opera, dell’artista Richard Prince, era un’appropriazione fotografica delle pubblicità della Marlboro in cui aitanti cowboy impersonavano con fierezza il sogno americano e – ça va sans dire – esisteva in molteplici esemplari sul mercato. Oggi, a pochi anni di distanza, quel record è stato più che triplicato e il mercato del collezionismo ha superato il pregiudizio della riproducibilità dell’opera fotografica; anzi, ne è sempre più attratto, perché informazioni circa la reperibilità di una stampa fotografica nella collezione di un museo possono essere decisive nel garantire l’investimento, ancor più in tempi di crisi. Le gallerie d’arte contemporanea, poi, non temono più di associarsi alla fotografia ed è significativo che Gagosian negli ultimi anni abbia esposto stampe di mostri sacri della storia fotografica come Diane Arbus, William Eggleston, Richard Avedon e Nan Goldin accanto a scatti di giovani artisti come Mikhael Subotzky o Alec Soth, i cui prezzi superano i 30mila euro. Segno che i prezzi continueranno a salire e che nei libri di storia dell’arte di questo decennio troveremo per la prima volta anche i fotografi.

Dove acquistare, dunque? Le occasioni si sono moltiplicate: la fiera di riferimento a livello internazionale, Paris Photo, che a novembre allieta l’autunno parigino nelle preziose sale del Grand Palais, si è allargata e dal 2013 ha dato vita a un appuntamento primaverile a Los Angeles. Dal 18 al 21 settembre, poi, ad Amsterdam c’è la fiera Unseen, che riunisce un parterre di gallerie di qualità con un’attenzione ai talenti emergenti entro i 3mila euro. Tra le molte proposte di quest’edizione c’è l’italiano Lorenzo Vitturi (1980), protagonista quest’estate della prima personale alla prestigiosa Photographer’s Gallery di Londra. Vitturi, rappresentato dalla londinese Flowers Gallery, costruisce ambienti sensoriali che fotografa e restituisce allo spettatore nella forma di installazioni.

Un altro fotografo italiano da tenere d’occhio è Francesco Imbriaco (1980), in mostra ancora per qualche giorno al Pac di Milano e rappresentato da Forma Galleria di Milano: con il suo lavoro mette in discussione il rapporto tra visione e memoria scattando i luoghi della storia irrisolta del nostro paese.
Ma la fotografia non si trova solo negli ambienti specializzati: alla scorsa edizione di Miart, la fiera milanese dedicata al moderno e contemporaneo, lo stand di Foxy Production di New York ha presentato al mercato la giovane fotografa Sara Cwynar (1985), che si appropria di fotografie pubblicitarie e vernacolari per riflettere sulle implicazioni che questi immaginari hanno a livello psicologico in chi guarda. I prezzi? Per i giovani l’investimento è dai mille ai 3mila euro e al ritorno economico potenziale si unisce il piacere estetico della visione.

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