Si possono utilizzare tanto i supergrandangoli quanto i teleobiettivi più spinti, e c’è chi scatta solamente con l’ottica normale. L’autofocus non è essenziale, anzi: per una precisione elevata è preferibile disattivarlo e appoggiarsi al live view per verificare la correttezza della messa a fuoco. Per quanto riguarda gli accessori, il treppiede riveste un ruolo chiave. I due aspetti da conciliare sono il peso e la robustezza, due elementi spesso in antitesi. Un treppiede robusto è stabile ma anche pesante, e per questo si tende a portarlo in giro più raramente. All’atto pratico, quindi, potrebbe essere più utile un treppiede meno robusto (e meno pesante) che si può avere sempre con sé. Il consiglio è quello di valutare il peso della vostra strumentazione e abbinargli un treppiede sufficientemente stabile per non avere problemi di micro mosso, ma che sia facilmente trasportabile.

La tecnologia viene in aiuto anche in questo settore, proponendo modelli in fibra di carbonio e magnesio estremamente leggeri e robusti, sebbene più costosi. Ma anche il treppiede più robusto può diventare inutile se poi si introduce del micro mosso agendo sul pulsante di scatto. Uno scatto remoto è quindi il secondo accessorio d’obbligo per questo tipo di riprese. È necessario che abbia un cavo sufficientemente lungo e che possa bloccare lo scatto in modo da eseguire una posa “B” di svariati secondi o minuti. I modelli più raffinati incorporano un timer che permette di organizzare una sequenza di foto con tempi di posa a piacere. È inoltre uno strumento ideale per la fotografia notturna e per la realizzazione di star trails o Urne lapse.

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