Foto, dipinti e riscatto sociale per i pazienti del nuovo polo di Servizi per la salute mentale di via Petrella. Sarà aperta fino al 30 settembre al circolo Pigal la mostra “Quattro passi per la città – Percorsi di cittadinanza” che raccoglie il lavoro degli ultimi anni dei pazienti del polo nei laboratori artistici di via delle Ortolane. «L’esposizione vuole essere un’occasione per far comunicare gli utenti del polo con la città – dice Rosaria Ruta, direttrice del Centro di salute mentale -. Attraverso i laboratori persone con disagio psichico possono riscoprire capacità che, a causa di situazioni di rinuncia e repressione, avevano perso».

La mostra comprende fotografie – alcune delle quali già esposte all’interno del Festival della Fotografia europea 2011 di Reggio Emilia nel progetto “Bianco, Rosso, Verde e non solo” -, progetti artistici individuali e collettivi, ma anche colorati mandala, che con la loro circolarità rappresentano il simbolo della vita. È proprio la vita l’obiettivo dei pazienti del polo, un ritorno al mondo che li faccia sentire di nuovo cittadini. Sono stati infatti attivati dei progetti che prevedono, nell’arco di sei mesi, il reintegro di alcuni pazienti nel mondo del lavoro, seguiti da assistenti sociali. «Spesso chi nella propria vita ha patito le sofferenze di un disagio mentale si trova a combattere con un doppio nemico. La malattia è sicuramente un grosso scoglio da superare, ma tutte le conseguenze che essa porta con sé forse sono anche peggio. La necessità che queste persone hanno di riscattarsi socialmente può essere tranquillamente paragonata al loro bisogno di cure, perché nessuna terapia può essere efficace se non viene accompagnata dal recupero dell’autostima». Questo, come spiega l’educatrice Patrizia Marcuccio, è alla base del lavoro del polo di Servizi per la salute mentale di Reggio, al cui interno si organizzano i laboratori artistici.

«La nostra intenzione non è quella di fare del pietismo, e tantomeno arte terapia, quanto piuttosto promuovere l’integrazione e il reinserimento nella società di persone che hanno patito gravi sofferenze mentali, a seguito di depressioni e altri problemi ben più gravi, facendo emergere la loro capacità di creare arte che possa essere di utilità alla cittadinanza». Il progetto è stato realizzato con la collaborazione del Centro servizi per il volontariato DarVoce che, afferma Ruta, «ha rivestito un ruolo importante con operatori e familiari per costruire un discorso di permeabilità tra luoghi di servizio e luoghi della città». DarVoce sosterrà anche un progetto che vedrà un appartamento farsi simbolo e luogo per attività sociali condivise con utenti dei Servizi di salute mentale anche di altre città. www.ausl.re.it

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Tempo esaurito. Ricarica il codice!