Un gruppo di lodigiani sui luoghi del “Bloody Sunday”. In occasione del suo quarantesimo anniversario, infatti, venerdi scorso quattordici giovani, tra i venti e i trentacinque anni, si sono imbarcati a Orio al Serio con destinazione Belfast. L’occasione era offerta dal workshop fotografico organizzato da Alberto Prina e Aldo Mendichi con un obbiettivo: fornire ai partecipanti un approccio al reportage sociale in ambienti che continuano a mantenere viva un’incredibile quantità di spunti per una fotografia etica ed impegnata. «L’intento – spiega Prina, fotografo professionista e collaboratore del nostro quotidiano – è utilizzare la fotografia come strumento per conoscere una realtà complessa e, ancora oggi, ricca di tensioni». Dunque, tre giorni sulle orme delle vicende che hanno visto trent’anni di rivolte e scontri che hanno catturato l’attenzione dei media di tutto il globo. Correva l’anno 1972, dunque, quando nella città di Derry l’esercito inglese uccise 14 manifestanti, un massacro passato alla storia proprio come bloody sunday (letteralmete «domenica di sangue»).

Tante le testimonianze che racchiudono ancora storie di dolore e discriminazione; tanti, dunque, i segni indelebili di questa stagione di violenza: murales, filo spinato, telecamere di controllo e mura di separazione per dividere i quartieri repubblicani da quelli lealisti.Dopo due incontri preliminari presso il gruppo fotografico Progetto Immagine, i fotografi lodigiani affrontato un programma ricco di emozioni: i primi due giorni sono stati dedicati alle riprese fotografiche a Belfast tra i quartieri cattolici e protestanti mentre ieri il gruppo si è spostato a Derry per dedicare l’intera giornata e qualche scatto al quartiere Bogsite, per l’occasione teatro di manifestazioni pubbliche e momenti di commemorazione. «Nonostante il tempo piovoso – ha raccontato Alberto Prina – il soggiorno in Irlanda si è rivelato un’esperienza unica. Tutti i partecipanti sono entusiasti di aver partecipato alle manifestazioni a Derry dove abbiamo anche conosciuto il vice premier Martin Mc Guinnes, estremamente soddisfatto del nostro interesse per le celebrazioni».

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