PARMA – Hanno già quarantaduemila fans e sono sul web dallo scorso luglio. «Io parlo parmigiano» (www.ioparloparmigiano.it) è un vero e proprio fenomeno in continua crescita e la pagina su Facebook è diventata in poche settimane una delle più seguite nella realtà del nostro territorio. Hanno avuto una bella intuizione i quattro blogger parmigiani (Luca Conti, Mirko Leraghi, Rico Montanini e Danilo Barozzi) che in modo scherzoso seduti al tavolino di un bar, tra un bicchiere di lambrusco e un ricordo d’infanzia e l’altro, hanno deciso tuffarsi in questa divertente avventura nell’universo del dialetto parmigiano: e grazie all’aiuto del coach Enrico Maletti (e sempre con il dizionario Capacchi alla mano) hanno fatto di tutto: video, doppiaggio, fotoromanzi, fumetti, calendari, parodie… Mancava giusto la fotografia: e sulla scia del grande successo della collana «Parma in posa» edita da Gazzetta di Parma, i quattro ingegnosi ragazzi hanno dato il via alla loro sfida fotografica, con uno sguardo rigorosamente in vernacolo.

Cosa aspetti allora: «fatti un selfie che racconti Parma e pubblicalo su Instagram (con gli hastag #ioparloparmigiano e #parmainposa)», scrivono oggi su facebook, o meglio: «L’ommo fàt ‘na selfie». L’iniziativa si concluderà sabato 19 aprile a partire dalle 20,30 alla cena-spettacolo al ristorante Best di Felino (è consigliabile la prenotazione: 347.2265341-393.4535770) al termine della quale i tre scatti più belli e caratteristici della nostra città saranno premiati con una maglietta speciale. Ma soprattutto, il premio sarà una piacevole serata tra gag, doppiaggi, giochi e divertimenti tutti in parmigiano. «Il dialetto è solo un pretesto per mantenere le nostre tradizioni e recuperare le nostre radici: recuperare la nostra identità tenendo sempre uno sguardo rivolto al presente», dicono i blogger in coro, ragazzi pieni di progetti, ironia, creatività e buoni sentimenti. E il presente di «Io parlo parmigiano» è più vivo che mai sia dal punto di vista del divertimento, dell’aggregazione che del sociale, con una particolare attenzione al volontariato (Riders, Cooperativa Avalon). Insomma, non ci resta che dire: scatta una foto!

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