L’infinito istante è quello che Geoff Dyer, nella sua Storia della fotografia, definisce
l’«essere stato là» di chi scatta la foto come atto più significativo rispetto alla scelta del soggetto da
riprendere. «Infinito istante» è anche il suggestivo titolo di una mostra approdata a Castel dell’Ovo (Sala delle
Terrazze, fino al 21 ottobre) che ha scelto appunto di privilegiare il ruolo dell’artista, la sua capacità di
interpretazione nel momento in cui si accinge allo scatto. Sette gli artisti presentatati nella mostra – promossa
dall’Arteas di Maurizio Siniscalco che ne è anche curatore insieme con Mario Franco – che dopo Capri viene
presentata a Napoli con le opere di Jonathan Becker (Usa), Salvino Campos (Brasile), Martin Devrient
(Germania), Nicolas Pascarel (Francia), Luis Pinto (Portogallo) e i napoletani Fabio Donato e Antonio
Manfredi. Fotografi dalle esperienze eterogenee, come eterogenea è la fotografia come arte, ma accomunati
dal desiderio di raccontare e raccontarsi. «La fotografia di personaggi famosi, di scenari incantati, di storie
esotiche o vicine, politiche o intime – spiega Mario Franco in catalogo (edito da Massa) – documenta i
molteplici approcci e la forza d’ impatto della fotografia artistica contemporanea nelle sue infinite e
cosmopolite declinazioni».

Scenari e paesaggi, ma anche volti di persone note (come Alberto Moravia a Capri, di Becker), di gente comune e di personaggi storici (il lider maximo Fidel Castro, di Pinto). Indagini sul territorio filtrate dall’obbiettivo dei sette artisti, che non solo è uno sguardo sulla complessa realtà contemporanea, ma anche un’attenzione socio-politico sul territorio, dalla realtà urbana a quella della campagna, per una analisi che è anche antropologica. La mostra si avvale dell patrocinio dell’Accademia di Belle Arti e di due degli istituti di Cultura stranieri in città, il Grenoble e il Goethe, è dedicata al mito della
bellezza del territorio e del mare, «visto come elemento mobile e fluttuante – sottolineano i curatori – Una
mostra eterogenea com’è oggi eterogenea la fotografia, tra nostalgie analogiche e sperimentazioni digitali.
Tutti i fotografi della mostra sono accomunati dal desiderio di raccontare e raccontarsi, dalla registrazione
dell’insignificante storia dell’esistenza quotidiana all’uso della fotografia come arte concettuale, dalla
distaccata estetica oggettiva, prevalente nello stile contemporaneo, alla fotografia quale privilegiato deposito
di valori sociali e culturali in un mondo saturo d’immagini globalizzanti. Le immagini di personaggi famosi, di
scenari incantati, di storie esotiche o vicine, politiche o intime, documenta i molteplici approcci e la forza
d’impatto della fotografia artistica contemporanea nelle sue infinite e cosmopolite declinazioni».

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