L’Antelope Canyon nel territorio Navajo dell’Arizona, in una foto di Marco Stoppato: una stretta … La mostra di fotografie agli Scavi Scaligeri spiega quella di Sebastiao Salgado in corso al centro Tre Oci di Verezia: il maestro brasiliano scatta solo immagini in bianco e nero dei paesaggi naturali, perché a colori «sembrano quadri» o «incredibili» o «troppo belle». Sono i commenti nel libro dei visitatori alla mostra «Geomorfo. I mille volti del pianeta Terra», promossa dall’associazione di divulgazione scientifica Vulcano esplorazioni e realizzata dal suo responsabile Marco C. Stoppato, vulcanologo e fotogiornalista.

La mostra si protrarrà fino al 4 aprile e dal 27 febbraio prossimo avrà un approfondimento scientifico con un’esposizione parallela al Museo di storia naturale: ma già ora al Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri una serie di reperti minerali e di stampe antiche si affiancano alle fotografie: cento immagini a colori che documentano le caratteristiche geologiche del pianeta: deserti, vulcani, ghiacciai, montagne, coste a picco sul mare, archi naturali, pinnacoli in precario equilibrio, rocce stratificate, grotte, sculture naturali. «Dai paesaggi estremi ai luoghi più comuni», spiega Stoppato, «la Terra offre una varietà di forme quasi infinita, in perenne evoluzione, destinate con il tempo a scomparire, trasformandosi in altre e rinnovandosi ciclicamente. La scelta delle immagini è volta a documentare l’evoluzione naturale del nostro pianeta, in contrapposizione alle trasformazioni che molti luoghi hanno subito artificialmente per l’intervento dell’uomo».

Quel lago rosso visto dall’alto, infatti, è a Beppu nell’isola giapponese di Kyushu: non è Tovel prima che l’inquinamento uccidesse i microrganismi che coloravano il laghetto trentino. Le immagini mostrano morfologie, colori, forme, frutto di milioni di anni di evoluzione, paesaggi incredibili «che sembrano opere d’arte», continua l’autore. L’eruzione del vulcano Kilauea nelle Hawaii sembra infatti una fantasia duturista e invece «rappresenta la somma di fenomeni e processi geologici legati a mille variabili: una bellezza e unicità da cui traspare quasi sempre anche una intrinseca fragilità». I colori sono stupefacenti, ma dove sono finti è dichiarato: è il caso delle foto satellitari della Nasa. Le tinte naturali della Terra, comunque, superano ogni fantasia. Di ogni paesaggio e morfologia viene indicata la località precisa con coordinate geografiche e altitudine, e ne sono illustrati l’origine geologica e la formazione. Lasciarsi prendere dallo stupore fa tornare bambini, all’età dei perché.

Perché le montagne sono fatte a strati? Perché gli strati a volte si piegano diventando, da orizzontali, verticali? Perché le dune sono fatte così? La mostra dà risposte, nei lunghi testi esplicativi delle foto. Ma si può godere semplicemente ammirando la bellezza delle immagini. Il progetto Geomorfo prese forma nel 2008, anno internazionale del pianeta Terra proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con l’obbiettivo di raccogliere immagini che rappresentino l’eccezionalità del nostro pianeta. Marco Stoppato, autore delle immagini esposte, ha pubblicato 350 reportages su riviste italiane ed estere ed è autore di una decina di libri. Come responsabile dell’associazione, è l’ideatore delle mostre e dei laboratori che Vulcano Esplorazioni realizza e propone in Italia e all’estero. Informazioni sul sito www.vulcanoesplorazioni.org.

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