PER ORA SONO 21, ma a breve saranno ufficialmente annunciate altre “Botteghe storiche” di Genova. Sì, un po’ di ufficialità ci vuole perché non basta per un negozio avere charme ed essere vecchiotto per meritare di accedere all’albo. Servono i requisiti indicati della Soprintendenza per i Beni Architettonici, oltre a un’attività di almeno settant’anni: essere nel centro storico e aver mantenuto architettura, arredi, attrezzature e documenti d’epoca. Le domande pervenute sono già ottanta. Intanto, domani alle 17.30 nella corte del palazzo cinquecentesco dove ha sede la Camera di Commercio, in via Garibaldi 4, il padrone di casa Paolo Odone e l’assessore comunale allo sviluppo economico Francesco Oddone premieranno i vincitori del contest che ha visto coinvolte una cinquantina di persone, per lo più giovani, alle prese con uno scatto d’eccezione per una delle 21 botteghe storiche scelta. Questa volta, solo sulla base della suggestione visiva, della sua capacita di emanare sapori, profumi, perché no anche odori, e così fissare un tassello di quel fascino caleidoscopico che è il centro storico di Genova. Ci sono pasticceri e cioccolatai; tripperie, drogherie e pollerie, ma anche due farmacie; chi fa la farinata d.o.c., ma anche chi confeziona abiti da lavoro o cravatte, chi fa scarpe su misura e chi vende tessuti; e poi legatori, librai e argentieri. Oltre quattrocento fotografie sono pervenute a IgersGenova, che, appoggiata da Camera di Commercio e dall’Ufficio promozione del Comune, ha ideato e organizzato il concorso.

Ne sono state selezionate 110 per la mostra che resterà aperta fino al 26 luglio con orario dalle 9 alle 18. Al vernissage di domani, gli autori delle tre foto migliori riceveranno come premio una confezione con un mix variopinto di prodotti delle botteghe: dolci, confetti, amaretti, ma anche tappi, spaghi, salami, spezie e creme solari. Questa iniziativa è una delle tante che recentemente vedono in città muoversi un vero e proprio squadrone di giovani armati di smartphone e disinvolti come delfini nel mare magnum del web. Quelli di IgersGenova, capeggiati da Stefano Cabrera, hanno una pagina su Instagram che ha più di 1600 follower, si definiscono così: “una comunità genovese di appassionati di fotografia e social network, nata nel 2012 con lo scopo di promuovere e supportare gli eventi culturali della città”. Hanno raccolto a oggi qualcosa come ottantamila fotografie di Genova. Per questo contest, l’invito lanciato in rete recitava così: “Per partecipare basta scattare una foto, caricarla su Instagram e taggarla con gli hashtag #igersgenova e #vegiebotteghezena”. E’ chiaro che bisogna masticare un po’ di quel linguaggio che è ostico per chi ha una certa età. Così, domani, la corte rinascimentale del Palazzo di Tobia Pallavicino, ora della Camera di Commercio, sarà invasa da aspiranti o improvvisati fotografi che hanno qualcosa che li accomuna tutti: sono giovani e amano Genova. E’ la stessa passione, unita alla determinazione che ha guidato il trentasettenne Alessandro Cavo, alla quinta generazione di pasticcieri, nell’impresa di realizzare il circuito ufficiale delle botteghe storiche.

Sì, perché all’inizio ci credeva solo lui, quando appena laureto convince la sua famiglia e rilevare la Pasticceria Liquoreria Marescotti, chiusa dal 1979 per la scomparsa della signora Irma. Niente più “Marescotto”, il mitico aperitivo a base di vermouth ed erbe aromatiche. Finché Alessandro, dopo attese e peripezie, riapre lo storico negozio di Fossatello nel 2008. Da allora, ogni pomeriggio alle cinque si ripete il rito del Marescotto, mentre Cavo lavora all’idea di un circuito che riconosca ufficialmente il valore storico artistico, ma anche la valenza turistica e commerciale delle “Botteghe Storiche”. Ora che la macchina è partita, ovviamente, sono tutti entusiasti.

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