L’UNGHERESE Robert Capa si potrebbe definire, senza timore, uno dei massimi testimoni del nostro tempo e particolarmente capace, con i suoi reportage, di rendere testimonianza di cinque diversi conflitti bellici. Dalla guerra civile spagnola a quella sino-giapponese, dalla seconda guerra mondiale al conflitto arabo-israeliano, per finire con la prima guerra d’Indocina, scatenata dalla Francia, dove trovò la morte, a 41 anni, per lo scoppio di una mina. La sua più famosa fotografia è Il miliziano colpito a morte che ha fatto il giro del mondo e che fu scattata durante la guerra civile spagnola. Ora, una serie di efficaci e splendide fotografie di Capa approdano al LuCCA Center of Contemporary Art, a Palazzo Boccella, via della Fratta, nella mostra Robert Capa.

Retrospective, che sarà inaugurata venerdì alle 18 (aperta fino al 2 novembre) e che, curata da Maurizio Vanni, vuole essere un omaggio al migliore fotografo di guerra del mondo, come lo definì la rivista inglese Picture Post nel 1938. Sarà esposta una selezione di 97 fotografie in bianco e nero che documentano tutte le guerre di cui abbiamo accennato. Inoltre saranno presenti i ritratti di amici e artisti tra cui Ernest Hemingway, Truman Capote, William Faulkner, Henry Matisse e Pablo Picasso. Il padre del fotogiornalismo moderno sapeva, come disse l’amico John Steinbeck, «che cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva che non si può ritrarre la guerra perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quella emozione conoscendola da vicino». Non era una vita facile andare per guerre a coglierne le emozioni, ma lui ci riuscì. E per la seconda guerra mondiale per esempio, documentò momenti cruciali come i bombardamenti di Londra, lo sbarco di Normandia, e la liberazione di Parigi. Colse l'”emozione” di quei momenti, e la seppe far condividere a tutti quelli che si avvicinavano, e si avvicinano ancor oggi, alle sue foto.

COSA fondamentale per un fotografo che deve far rivivere la storia attraverso gli attimi colti in un momento che compendia l’emozione del tempo. Così intraprendente come era, sensibile, coraggioso, idealista, generoso, sprezzante del pericolo, Robert Capa ha messo in gioco la propria vita per trasferire nei suoi scatti drammi emotivi di alcuni dei momenti più tragici del secolo scorso che appaiono qui, in questa mostra prodotta da MViva e realizzata con La Magnum Photos. Hanno esposto l’avvenimento Angelo Parpinelli, presidente del LuCCA («una mostra che si fa vedere e sentire perché Capa fa parte della cultura. Purtroppo ci si rende conto che la storia non insegna nulla»), il sindaco Tambellini («è un documento che ha valenza artistica». Giovanni Jacopetti presidente Gesam Gas («seguo sempre il Lucca e il suo dinamismo che lo ha inserito nella vita cittadina e volentieri gli siamo di supporto»), Maurizio Vanni curatore («facciamo questa mostra in coincidenza del 60° anniversario della morte di un artista che ha voluto essere lì, sul fatto, nonostante i rischi»). E’ stata presentata anche la mostra di Marcantonio Lunardi, composta da tre singolari video dal titolo Show can go on, opere di arte contemporanea di un valido artista concittadino.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Tempo esaurito. Ricarica il codice!