E’ UN FILM che ha inciso profondamente nella storia del cinema, ma che soprattutto ha un ruolo fondamentale nella fotografia e nella moda. A Blow Up di Michelangelo Antonioni, è dedicata una grande ed originale mostra del Fotomuseum di Winthertur, in Svizzera. Un’esposizione incentrata non solo sulle foto di scena, ma anche su molte immagini di fotografi dell’epoca che di fatto hanno ispirato la storia del film. Girato nel 1966, e vincitore l’anno successivo della Palma d’Oro al Festival di Cannes, Blow Up racconta la vicenda di un fotografo di moda londinese (interpretato da uno straordinario David Hemmings), che crede di scoprire le prove di un omicidio ingrandendo una foto scattata per caso in un parco a due innamorati. GLI ingrandimenti (i «blow-ups», appunto) aprono la storia, svelando nuovi particolari, inquietanti e dolorosi. Il film ottenne non solo il premio della giuria al festival di Cannes, ma di fatto proiettò Antonioni alla notorietà internazionale; facendone un’icona anche dal punto di vista dell’impatto estetico.

Ma Blow Up, si legge nella scheda della mostra allestita in Svizzera, offre anche una straordinaria interpretazione personale di quanto stava accadendo in quegli anni in Inghilterra – e di riflesso in tutto il mondo – nella cosiddetta ‘Swinging London’. Ecco dunque le sale del Fotomuseum ospitare le foto di scena, ad iniziare da quella (che pubblichiamo) di Tazio Secchiaroli che immortala sul set proprio David Hemmings assieme alla modella ed attrice Veruschka von Lehndorff; ed ancora gli scatti di fotografi famosi dell’epoca, come Don McCullin, Terence Donovan, Eric Swayne, Ian Stepherson, David Bailey. Foto che hanno ispirato il regista ferrarese (anch’egli, come noto, grande fotografo e di cui proprio in questi giorni sono state ritrovate rare immagini scattate nel Delta del Po), e che attraverso il suo film, enigmatico ed affascinante al punto da essere considerato all’estero il suo più rappresentativo, hanno segnato un’epoca della cultura, dello stile e della moda.

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