Diceva Tiziano Terzani che fotografare significa cercare nelle cose ciò che uno ha capito con la testa. E oggi, che siamo soffocati da tante, troppe immagini, dovremmo chiederci quante di queste fotografie sono davvero figlie delle idee… Lo potrebbe spiegare uno dei «grandi» dell’immagine come Gianni Berengo Gardin , che in questi giorni sarà a Bari invitato dal Laboratorio del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari e dalla Scuola di Fotografia e Cinematog rafia «F.project» per la presentazione del suo nuovo volume Il libro dei libri , evento che si terrà giovedì 12 alle 17.30 nella sala conferenze del Politecnico (Via Amendola, 126/B, ingresso libero). Gardin e il suo «pensiero fotografico» rappresentano il nostro Novecento: lui è uno dei pochi fotoreporter che ancora oggi può raccontare di aver lavorato per riviste e giornali «mitici», dal glorioso Mondo di Pannunzio a Epoca, Espresso, Stern, Time , in tempi in cui sui giornali si leggevano inchieste degne di tale definizione. Oggi che il mondo giornalistico, quello dell’editoria e quello della fotografia vivono momenti di profonda trasformazione è ancora più necessario porsi interrogativi, guardare indietro, raccontarsi e raccontare.

Berengo Gardin lo farà giovedì a Bari con fotografi ed esperti di fotografia: Cosmo Laera, Giancarlo Fiorito, Loredana Ficarelli, Pio Meledandri . Ma Berengo Gardin si racconta anche attraverso i suoi scritti e lui, autore di oltre duecento volumi fotografici, si fa «sfogliare» ora, pagina dopo pagina, nel suo nuovo Libro dei libri , una sorta di summa delle sue esperienze dietro la macchina fotografica e davanti ai fatti del mondo. Lui, che ha ripreso eventi, follie architettoniche ed è entrato in studi di grandissimi artisti internazionali, racconta proprio il lato professionale e umano di tante persone incontrate, intellettuali e scrittori che hanno scritto per lui e di lui, ( Mario Soldati, Cesare Zavattini, Federico Zeri, Renzo Piano, Giorgio Bassani e molti altri) nonché gli incontri con amici e colleghi fotografi con cui, non di rado, ha condiviso le sue avventure.

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