Francesca on May 18th, 2012

SI CHIAMA “Photissima” la novità del prossimo novembre dell’arte contemporanea. Il nome – forse non tra i più originali – si riferisce alla fiera della fotografia «dedicata agli operatori della scena artistica» prevista a Torino Esposizioni dall’8 all’11 di quel mese, in concomitanza con Artissima e con la kermesse The Others. La notizia, trapelata nei giorni scorsi e riportata sul magazine on line “Artribune”, trova conferma sul sito della Fondazione Artèvision, che organizza la rassegna. Lì si legge che l’iniziativa è riservata a «gallerie italiane e internazionali interamente dedicate all’immagine fotografica», ma anche a collettivi di artisti associati, “artists run spaces”, fondazioni, residenze d’artista, scuole e accademie d’arte. E che sono previsti «incontri con grandi fotografi ed esperti dell’immagine». Ci saranno momenti espositivi e altri «dedicati ai più giovani, con annesse sessioni di lettura portfolii».

E poi via con l’elenco delle sezioni, dal fotoreportage, alla fotografia storica e a quella contemporanea.
Dato il sempre più sottile confine che separa oggi il linguaggio dell’arte e quello della fotografia, come la prenderanno sotto le volte dell’Oval? Se dal Comune (cui appartengono gli spazi) non arriva nessun commento ufficiale, sul sito di Artèvision è tutto già definito, persino la data e l’ora dell’inaugurazione, che sarà il 7 novembre alle 18 (un giorno prima di Artissima), così come l’orario, in alcune sere prolungato fino alle 24. Si può già addirittura scaricare il modulo di iscrizione, da spedire compilato entro il 30 agosto, accompagnato da una caparra di 500 euro. Per il saldo, c’è tempo fino al 1° novembre.

Francesca on May 17th, 2012

Migliaia di fotografie, scattate in un arco di tempo lunghissimo che va dal 1851 agli anni ’70 del Novecento, rimaste fino ad oggi in undici archivi privati e in cinque di proprietà pubblica. Appaiono ora in due grandi mostre allestite presso l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (al Complesso di san Michele in Trastevere) e presso il Museo preistorico etnografico «Luigi Pigorini» all’Eur, in occasione di Memorandum, festival della fotografia storica ideato da Fabrizio Lava e Alessandro Perna (fino al 15 giugno). Si va dai precursori dei reportage di guerra, come Felice Beato, Roger Fenton e James Robertson, al grande fotoreporter milanese Gianfranco Moroldo, che entrò a L’Europeo nel 1954 e per mezzo secolo seguì gli inviati del settimanale in giro per il mondo. In mostra, frammenti della sua vasta attività: dalle testimonianze sul disastro del Vajont e sui combattimenti in Vietnam all’immagine dell’ex forzato Roger Dufay (il celebre Papillon), affacciato alla finestra della sua baracca, dove aveva avviato, una volta scontata la pena alla Caienna, un commercio di rettili imbalsamati e farfalle.

Le stampe all’albumina di Beato e Robertson e le carte salate di Fenton raccontano la guerra di Crimea (1855-56). Eccezionali le immagini di James Anderson, fotografo inglese operante a Roma dal 1840 in poi, che immortalò la città preunitaria. Qui si può osservare una stampa che ritrae il Colosseo, con la fontana della Meta Sudans ancora in piedi e, in primo piano, i terreni sul Palatino coltivati a vigne. Chi ama i reportage di viaggio, può incantarsi davanti alla veduta di Pechino con l’infinita distesa di tetti a pagoda su casette a due piani, inserita nei quattro album di Giulio Grazioli Lante della Rovere, che tra il 1878 e il 1879 esplorò insieme al fratello Mario l’Asia e l’America del Nord. Si scoprono paesaggi inusuali e scene di vita quotidiana di centocinquant’anni fa in India, Giappone, Canada, Australia, Paraguay e piccole Hawaii. Ma anche un meridione d’Italia quasi sconosciuto, che emerge dagli scatti ritrovati poco tempo fa dai nipoti nello studio del medico calabrese Randolfo Fauci, un diario fotografico che documenta le battute di caccia del barone Barracco e le fiere di bestiame, i volti dei propri pazienti e le feste di matrimonio.

Francesca on May 16th, 2012

Una fotografia della modernità e del movimento, e una fotografia della memoria. Sono le chiavi di lettura delle mostre – di Dario Catellani e Susanna Pozzoli – che s’inaugurano oggi, venerdì 11 maggio alle 19, alla Wave Photogallery di Brescia (via Trieste 32), per restare aperte fino al 12 giugno (dal martedì al venerdì ore10-12 e 15-19.30; sabato 15-19.30).

«The Red-Eye Collection» di Catellani, è una summa del lavoro «on the road» del fotografo di origini parmigiane ma operante a New York. Raccoglie lavori di progetti diversi in cinque serie di scatti che raccontano – tra studio, set fotografico in studio e street photography – il lavoro di un artista poliedrico, approccia corpi, oggetti e angoli di città (nella foto, Miami), con la stessa linea creativa mai banale.

È invece concentrato sul tempo andato e sul concetto dei ricordi «Passato prossimo», il progetto della lombarda (di Chiavenna, Sondrio) Susanna Pozzoli. Sono immagini di interni di case ormai svuotate, dove su muri e pavimenti sbrecciati poggiano, per esempio, il ritratto di un patriarca contadino o gli oggetti o macchinari che paiono rammemorano tempi trascorsi, quasi in attesa che una sguardo li riporti alla vita che fu.

Francesca on May 15th, 2012

SESSANT’ANNI d’Europa in uno scatto. Un lungo ritratto sulla comunità, la cui unità economica e sociale oggi fa tanto discutere, per capire le similitudini e le differenze di un popolo che alcuni chiamano «Stati Uniti d’Europa» e che altri invece attaccano e vorrebbero diviso.

LA MOSTRA «Des Européens» del grande fotografo Henri Cartier-Bresson (la prima versione della raccolta fu pubblicata nel 1955), perla preziosa nel vasto e importante programma di Fotografia Europea 2012, servirà da bussola per un viaggio nel tempo. Già, perchè l’esposizione (a cura di Contrasto, Magnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson), allestita ai Chiostri di San Domenico, raccoglie gli scatti realizzati tra il 1929 e il 1991 dal fotografo francese, che ha letteralmente «setacciato» tutto il continente.

UNA CARRELLATA di sguardi sull’Europa del ventesimo secolo, catturati nel corso di numerosi viaggi dall’artista considerato tra i padri del fotogiornalismo. Tutte in bianco e nero, le fotografie ritraggono l’Europa, i suoi paesaggi, i suoi abitanti, tra gioie e tribolazioni, in momenti e fasi storiche diverse, evidenziando le profonde differenze ma anche le somiglianze tra i vari paesi attraversati e i tanti personaggi incontrati. Dal dopoguerra in poi, sono ben visibili le macerie, i segni della fame e della sofferenza incisi sul viso delle persone.

CARTIER-BRESSON, insomma, viaggia nella Storia. E in questo suo intinerare – secondo le parole dello storico dell’arte Jean Clair – il famoso fotografo è «pellegrino appassionato», che «seguendo il battito di un cuore avventuroso, palpitante, ritorna sempre alla sua Europa fatta di antiche mura. Dall’Austria al Portogallo, dalla Svezia alla Turchia, dalla Lapponia all’Irlanda, per mezzo secolo ha colto con il suo sguardo l’immagine di un territorio che nel corso degli anni, dal Piano Monnet al Trattato di Maastricht, è diventato il nostro». Dal 17 maggio al 24 giugno, si potrà visitare la mostra al giovedì e al venerdì dalle 19 alle 23; al sabato, alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 23. Resterà chiusa al lunedì, al martedì e al mercoledì.

Francesca on May 14th, 2012

Lou Reed li indossa da sempre. Già nel 1972, quando pubblicò quell’inno alla ribellione che è Wcdk ori the Wild Side, il rocker americano si fece ritrarre sulla copert ina del 45 giri con un paio di Rav-Ban. Neanche -Joe Strummer riusciva a separarsene. E infatti, ai tempi di London Calling, il leader dei Clash saliva sul palco con ai piedi degli anfibi militari e sul naso i suoi Wavfarer. Che poi sono lo stesso modello di Rav-Ban con cui da oltre mezzo secolo Bob Dylan affronta il palcoscenico: per il cantautore sono un portafortuna e sulla copertina di Highway 61 Revisited, del 1965, li stringe nel pugno, come un amuleto.

Anche Eric Clapton li ha immortalati spesso sulle cover dei dischi, e ormai sono diventat i uno dei suoi marchi di fabbrica. Chissà cosa ne avrebbe pensato il granitico luogotenente MacCready, che nei lontani anni Trenta commissionò alla Bausch&Lomb un paio di occhiali capaci di riparargli gli occhi durante le traversate sul pallone aerostatico, se avesse saputo che la sua richiesta avrebbe dato vita a uno dei simboli del futuro rock’n'roll. Fatto sta che il 7 maggio del 1937 l’azienda americana depositò il brevetto dei suoi Ray-Ban Anti-Glare (ovvero anti-abbaglio) degli occhiali con le lenti a goccia e una montatura di appena 150 grammi di peso poi rinominati Aviator. A 75 anni da quell’invenzione, il marchio Ray-Ban (acquistato nel 1999 dall’italiana Luxottica) può vantare un numero pressoché infinito di rockstar che hanno indossato o indossano i suoi modelli, dagli Aviator di Michael Jackson e Lady Gaga ai Wayfarer amati dai mitici Blues Brothers e oggi usati dalla star del rap Jay-Z.

A ricordare lo stretto legame tra Ray-Ban e il mondo della musica pensa la mostra Never Hide Noise. An History OfRock’n'Koll, che inaugura il 23 maggio allo Spazio Tortona 32 di Milano. Voluta da Luxottica e curata da XL di Repubblica, l’esposizione racconterà cinquantanni di rock attraverso trenta ritratti di star immortalate da grandi fotografi con i loro Ray-Ban: «Nell’iconografia del rock gli occhiali da sole hanno sempre avuto un’importanza fondamentale» spiega il direttore di XL Luca Valtorta «e i Ray-Ban hanno offerto ai personaggi della musica uno strumento per sentirsi dei veri divi. Del resto, Battiate lo cantava già in Bandiera bianca : “C’è chi si mette gli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”. E, si sa, il maestro ha sempre ragione»

Francesca on May 11th, 2012

Se amate la fotografia, non potete perdere Fotofocus, un progetto della Sony che vi offre un grande concorso e un blog ricco di notizie, curiosità e consigli sul mondo della fotografia, che vede Panorama fra i suoi media partner. Sul sito www.fotofocus.it troverete tutte le informazioni per partecipare al concorso. Panorama, in più, mette in palio un weekend per due personea Lisbona fra quei lettori che si iscrivonoa Fotofocus tramite il sito www.panorama.it.

Navigate sul nostro sito per scoprire come partecipare al concorso e come inviare (a partire dal 7 maggio) le vostre immagini. Il tema proposto per questo mese è «Story telling» (racconti). Le immagini verranno selezionate da una giuria. Chi si iscrive al concorso Fotofocus tramite il sito Panorama. it e invia immagini, o anche solo vota quelle di altri, accumula punti.

I più attivia fine anno parteciperanno all’estrazione di una internet tv, un Sony Tablete una Ps3. A fine iniziativa, fra tutte le foto caricate su Fotofocus la giuria degli esperti aggiudicherà tre fantastici premi:

- PRIMO PREMIO L’autore della foto prima classificata si aggiudicherà un indimenticabile viaggio di 8 giorni per 2 persone a Tokyo e Kyoto, comprensivo di: volo andata/ritorno, tasse aeroportuali e sistemazione in hotel 4 stelle. Naturalmente Sony non poteva mandarvi in estremo oriente a mani vuote: il primo classificato si porterà a casa anche una fotocamera Alpha Sony con tecnologia SLT (Single Lens Translucent).

- SECONDO PREMIO Un viaggio di 8 giorni per 2 persone a Sidney è il premio che si aggiudicherà l’autore della foto seconda classificata. Il viaggio è comprensivo di: volo andata/ritorno, tasse aeroportuali e sistemazione in hotel 4 stelle. In più, il secondo classificato si porterà a casa anche una fotocamera Alpha Sony con tecnologia SLT (Single Lens Translucent).

- TERZO PREMIO All’autore della foto terza classificata andrà un fantastico viaggio di 8 giorni per due persone a New York, comprensivo di: volo andata/ritorno, tasse aeroportuali e sistemazione in hotel 4 stelle. Il vincitore della “Grande Mela” si aggiudicherà, inoltre, una fotocamera compatta con obiettivi intercambiabili Sony NEX, per continuare a scattare in piena libertà.

Non solo foto, ma anche immagini in movimento. ll concorso fotografico interculturale promosso da Agenzia Giovani di Fano, forte del successo delle prime due edizioni, torna e si completa con una sezione dedicata al video ed alla fotografia: un binomio efficace per raccontare ed esprimere il proprio punto di vista su una tematica di così largo interesse. E’ infatti «Relazioni 2.0» il tema proposto quest’anno ai giovani fanesi (e non solo) ovvero come sono cambiate e come continuano ad evolversi le relazioni sociali con la diffusione dei social network.

«Obiettivo del concorso “Relazioni 2.0″ – spiegano gli organizzatori – è quello di mettere in risalto come i giovani vivano e percepiscano questa nuova realtà. Le loro produzioni diventeranno una chiave di lettura di nuove modalità di condivisione, protagonismo e partecipazione a tematiche di proprio interesse. Gli interrogativi ai quali chiediamo di tentare di dare una risposta sono se i social diventano sinonimo di pericolo o di risorsa, di comunicazione superficiale o di strumento di conoscenza, di omogeneizzazione di posizioni o di allargamento di orizzonti. Questo concorso vuole lasciare ai giovani la possibilità di trovare una modalità di risposta a questi interrogativi attraverso l’uso dell’immagine, video e/o fotografica».

Il Concorso video-fotografico è suddiviso in due sezioni e mette in palio due buoni spesa di 250 euro ciascuno, per l’acquisto di materiale elettronico ed informatico, uno alla migliore foto e uno al miglior video. Il bando (aperto a giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, scade il 4 giugno prossimo) e la scheda di iscrizione sono scaricabili dal sito internet di Agenzia Giovani http://agenziagiovani.comune.fano.ps.it/

Francesca on May 9th, 2012

Vi siete mai chiesti quante fotografe vengono scattate ogni anno? Secondo uno studio recente, nel 2011 sarebbero state oltre 375 miliardi. Si calcola che attualmente ogni 2 minuti vengano scattate tante foto quanto l’intera umanità ha fatto in tutto l’Ottocento. Sul social network sono pubblicati 140 miliardi di ritratti Se facciamo quattro volte più foto rispetto a dieci anni fa, il merito è soprattutto del boom dei siti di social networking .

Basta pensare che su Facebook sono pubblicate già 140 miliardi di foto, un numero 10 mila volte superiore a tutte quelle conservate alla Biblioteca del Congresso Americano. Nonostante la larga diffusione della fotografa digitale, si stima che l’anno scorso siano state fatte 4 miliardi di foto “vecchio stile”, con macchine cioè analogiche; certo non sono poche, ma nel 2000 erano 86 miliardi! I bit hanno cambiato tutto, da quando, appena 15 anni fa, è stata commercializzata per la prima volta una fotocamera digitale. Un lasso di tempo siderale se si considerano i progressi compiuti in questo campo. Basta pensare che uno dei primi modelli, la Sony Mavica FD5, usava ancora i foppy disk per archiviare le immagini, di una risoluzione massima di appena 0,3 megapixel.

Oggi queste caratteristiche sembrano ridicole, soprattutto se confrontate con i prodotti che vedete in queste pagine, capaci di prestazioni eccezionali a costi sempre più competitivi. I siti per archiviare direttamente sul web Anche in formato tascabile, le nuove fotocamere digitali sono in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi fotografo, facilitando soprattutto la vita ai meno esperti. Le innovazioni più signifcative riguardano la connettività. Le foto si continuano a scattare sicuramente per ricordare i momenti signifcativi della nostra vita, ma anche per condividerli subito con gli amici. Ecco che i prodotti di ultima generazione integrano la connettività wi-f, che consente di inviare su Facebook o YouTube foto e video, senza dover utilizzare il computer. In questo modo le immagini si possono anche archiviare direttamente sul web utilizzando servizi gratuiti come Picasa o Flickr. Tra le nuove tendenze c’è da registrare anche il boom delle mirrorless , fotocamere con ottiche intercambiabili, che offrono prestazioni simili alle tradizionali refex, ma con pesi e dimensioni decisamente contenuti. E per gli amanti della geografa, non mancano neppure i modelli con il Gps, per sapere con precisione dove e quando è stata scattata la fotografa.

Francesca on May 8th, 2012

Ci sono luoghi che per i fotografi sono pericolosi come una buccia di banana, perfette trappole per scivolare nella banalità. Cuba è uno di questi. Molto fotografata e superpittoresca; iperturistica e sfacciatamente seducente con i colori, le belle donne, le macchine d’epoca, i tramonti, i palazzi délabré.

Eppure Ernesto Bazan, palermitano, classe 1959, studi a New York e un breve passato nella Magnum, si è andato a cacciare dritto nel pericolo. Perché aveva un paracadute: la conoscenza di Cuba da insider, cioè da uno che a Cuba ha incontrato la moglie, ha avuto due figli e ci vive, più o meno stabilmente, dal 1992. Così proprio le foto dell’isola caraibica gli sono valse il W. Eugene Smith, il World Press Photo, le borse di studio delle fondazioni Alicia Patterson e Guggenheim.

Il nuovo progetto, «Al campo», esposto a Milano e raccolto in un nuovo libro, racconta la Cuba degli amici contadini, le loro case sgangherate con le riproduzioni kitsch di Cristo e dei santi; i pavimenti crepati; le pareti di legno stinto. E invece del sole da cartolina, molta acqua che allaga i campi e torce le ossa. Bazan racconta di aver ritrovato nell’isola i contadini della sua infanzia siciliana. «Sono certo d’esserci vissuto in un’altra vita» dice. Gli scatti trasformano la cronaca in racconto o in ricordo.

Francesca on May 7th, 2012

FA ANCHE VIDEO IN ALTA DEFINIZIONE
Intelligente e super compatta, Nikon 1 J1 può fare affidamento su una gamma completa di obiettivi intercambiabili 1 Nikkor. Si distingue per la velocità (60 scatti al secondo), la semplicità d’uso e la versatilità assicurata anche dalla possibilità di effettuare video in alta definizione. (da 529 euro; www.nikon.it).

COMPATTA
Compatto zoom ottico 12 x di alta qualità e design chic per la Canon IXUS 510 HS. Il sistema Intelligent IS evita le immagini mosse e le foto vanno subito on line grazie al collegamento wi-fi integrato. (380 euro; www.canon.it)

PER LE LUCI PIÙ DIFFICILI
Sony a57, con tecnologia Translucent, consente la messa a fuoco continua, per foto e video. Ottimo il sensore da 16,1 mega pixel con la luce più difficile. (800 euro circa; www.sony.it)

ALTO DESIGN
L’estetica è ideata dal designer Marc Newson. Pentax K-01 ha la scocca in lega di alluminio, ottiche intercambiabili, e
un sensore da 16,28 mega pixel. (800 euro; www.pentaxfoto.it).

CON WI-FI INTEGRATO
Samsung WB150F ha uno zoom 18 x su un corpo contenuto e la connettività wi-fi per condividere foto e video; con sensore da 14,2 mega pixel e display da 3 pollici. (199 euro; www.samsung.it).

SOTT’ACQUA E AL GELO
Fujifilm XP150 consente di scattare foto sott’acqua fino a 10 metri di profondità, resiste a -10 °C, non teme polvere, sabbia, cadute. Con funzione Gps e zoom ottico 5 x da 28 a 140 mm. (280 euro circa; www.fujifilm.it).